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In questo periodo in cui due lutti hanno caratterizzato il mondo del calcio mi sono tornati in mente molti momenti legati a questo sport. Uno risale a molti anni fa, una delle cosiddette “sfide di vertice” della serie cadetta, un sabato piovoso pre-pasquale. Lo stadio era il comunale di Torino (ancora non vi erano state le olimpiadi), era il 14 aprile 1990, mio zio con cui solitamente andavo allo stadio era al mercato con il suo banco e io andai con il figlio del mio vicino di casa e una sua “amica”. In quegli anni c’era un ragazzo che compiva uno strano rituale, con un sacchetto in mano si faceva aiutare a scavalcare la recinzione, con il rischio di infilzarsi uno spuntone metallico nel piede, per andare a buttare del sale nelle porta perché si sa, la tua squadra è la più forte, ma un po’ di scaramanzia aiuta sempre. Dopo questo rituale, ritornava, riscavalcava, con ulteriori rischi; dopo qualche minuto partiva l’inno.

Eh già, l’inno, non dimenticatevi che l’argomento dei miei articoli è sempre musicale. Grandi cantanti e cantautori hanno intonato delle bellissime canzoni dedicate alle squadre di calcio, si pensi ad Antonello Venditti con la sua “Roma, Roma, Roma“, agli Statuto e alla canzone dedicata al Grande Torino (che vi consiglio vivamente di ascoltare), o al meno conosciuto Francesco Baccini.

 

Il ricorso alla lingua anglofona nel ritornello di questa canzone molto blues,  “Genoa you are red and blue”, molto probabilmente è dovuto alle origini della squadra, fondata da un gruppo di inglesi nel 1893 e il cui nome completo è infatti “Genoa Cricket and Athletic Club”. La versione che sentite è a due voci e, sembra quasi superfluo scriverlo, l’altra voce è quella di De André.

Le canzoni legate al calcio non sono solo quelle dedicate alle squadre, ve ne sono alcune dedicate a calciatori. Tra queste sono legato particolarmente alla canzone di Cisco, “Best” per due motivi: è uno dei miei cantanti preferiti e George Best, scomparso da qualche anno, e io abbiamo qualcosa in comune, che per fortuna non è l’alcolismo, ma il cognome. Genio e sregolatezza sono state le caratteristiche di questo calciatore che,  morente in ospedale a causa dei danni dell’alcool, ha chiesto di pubblicare la sua foto con la seguente frase: “Don’t die like me”

Alcuni cantanti hanno invece criticato questo sport e, partendo da una considerazione di Marx sulla religione, arrivano a definirlo oppio dei popoli. A tal proposito vorrei citare “Santa Maria del Pallone“, dei Modena City Ramblers e “La Ola” dei Mau Mau da cui “il derby, è come fossero pasqua e natale, feste inventate per farci dimenticare…”

Questa canzone, oltre ad essere un omaggio ad un grandissimo calciatore è una critica al calcio moderno corrotto e “troppo gonfio… basta poco scoppierà”

Ci tengo inoltre a farvi conoscere, se non le avete ancora sentite, la canzone di Brusco composta dopo lo scudetto vinto dalla Roma nel 2001, “Quando gioca l’as Roma“; uno dei cori più belli che abbia mai sentito in uno stadio e che mi fa venire i brividi ogni volta che lo sento e infine il coro dei tifosi di Basket dell’Avellino “Joe is on fire“.

Spero l’articolo vi sia piaciuto e mi scuso se non sono stato molto polliticaly correct.

Poljupci!

GM

 

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