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Nel 962, l’Europa assiste allo smembramento del Sacro Romano Impero che era stato di Carlo Magno. L’Italia, inserita nella cosiddetta Lotaringia (il territorio governato da Lotario, nipote di Carlo), diventa un paese dai mille campanili. In assenza di un potere imperiale forte, le signorie feudali diventano poco per volta Repubbliche (come quella di Genova o di Venezia) o liberi comuni.

Dal punto di vista artistico ciò ha forti ripercussioni sul territorio. Gli antichi stili costruttivi romani interagiscono sempre più con quelli di provenienza orientale. Anche se non mancherà molto allo scisma tra le chiese di occidente e di oriente (1054), l’Italia diventa un contenitore di idee, che unifica i modelli antichi, greci, con quelli della cristianità. Inizia il periodo del cosiddetto stile romanico. Nella basilica di Sant’Ambrogio, a Milano, i maestri lombardi, maestranze locali che impararono molto presto l’arte della costruzione sacra proveniente dal nord Europa, ricostruirono la chiesa adottando volte con nervature, sostenute da pilastri molto grossi. Lo spazio della chiesa subisce un ritmo interno: esso è imposto dalle sculture e dagli ornamenti.

Tutta la costruzione emana forza, in grande un gioco di luci e ombre. L’uomo entra in un luogo buio, molto ampio: si sente schiacciato dal peso del peccato, lui che è polvere e che tornerà presto ad essere polvere.

Esempi dell’architettura romanica si vedono nel duomo di Parma, nel primo duomo di Modena (1099, Benedetto Antelami.

La stagione del Romanico, in Italia, fu molto estesa: almeno sino al XV secolo. Esso venne sostituito dal cosiddetto stile Gotico, nato inizialmente in Francia, in contemporanea con il Romanico, attorno al 1150.

Principali caratteristiche dello stile gotico sono l’arco a sesto acuto  e l’arco rampante . Le costruzioni diventano slanciate verso l’alto, molto elevate in altezza, simboli del tentativo umano di raggiungere Dio attraverso lo slancio a partire dal basso.

In Italia, simboli di questo patrimonio architettonico sono la basilica umbra di San Francesco di Assisi (1228-53), la basilica di Sant’Andrea di Vercelli, pagata dal cardinal Guala Bicchieri (1218-27 ca.), la basilica di San Petronio di Bologna (iniziata nel 1390: ) e il duomo di Milano (iniziato nel 1386).

Con il Gotico inizia anche la stagione della grande pittura europea. Essa si concentra sui volti, sui ricami, sul paesaggio, sulla ritrattistica, tutte connotate da una grande attenzione ai particolari. Nei quadri spiccano anche i particolari architettonici degli interni e degli esterni, con un inizio di visione prospettica.

In Italia, i maggiori pittori dell’epoca (tardo ‘200, primo ‘300: si tratta dei contemporanei di Dante Alighieri) sono i toscani Ambrogio Lorenzetti, Giotto (compianto sul Cristo morto, Padova, Cappella degli Scrovegni), Simone Martini (Guidoriccio da Fogliano).

La stagione del Gotico si interromperà con un momento che coinvolgerà anche l’Italia del nord con la cosiddetta corrente del Gotico internazionale. Questo stile si connota per grande attenzione agli aspetti naturali delle rappresentazioni e il grande sfarzo, soprattutto con utilizzo massiccio di oro per i vestiti e i panorami.

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