L’arte degli antichi romani copiò moltissimi modelli provenienti dall’antica Grecia. Conquistata nel 146 a.C., la Grecia fu infatti un modello per i romani sia dal punto di vista della filosofia, delle arti della parola, della musica e dell’arte figurativa.

A partire dalla dinastia Flavia (iniziata con Vespasiano, il mecenate che rese possibile la costruzione del Colosseo a cavallo del 70 d.C.) si praticò in tutto l’Impero uno stile spettacolare, fondato su grandi costruzioni, per lo più caratterizzate dalla presenza di volte, di rivestimenti a mosaico, di archi e di nicchie. Dato l’interesse per la corporeità di queste costruzioni, si parla di opere dall’alto valore plastico, tendente a comunicare un senso di lusso, una ricchezza di effetti illusionistici, di blocchi spaziali imponenti che sovrastano lo spettatore che li guarda.

Come esempi, potrai vedere la ricostruzione della Domus aurea di Nerone (64-68 d.C.) –  o le Terme di Caracalla , costruite a Roma tra il 211 e il 217 d.C.

Naturalmente, i modelli romani non erano uguali a quelli delle periferie dell’Impero romano. Nelle regioni vicine al Danubio, o anche in Toscana e Lombardia, si nota come la figura umana venga fatta quasi sparire per far risaltare gli elementi ornamentali: quasi un lavoro da orefice, fattene un’idea guardando l’arco di Costantino, a Roma, costruito tra il 312-315 d. C.. Altra importante attestazione artistica fu quella che si sviluppò, sempre soprattutto a Roma, a seguito dell’Editto di Costantino (313) con il quale si concedeva il diritto di culto ai cristiani: particolare importante delle chiese che vennero erette dopo questo anno fondamentale è il fatto che esse potessero essere costruite in sostituzione di antichi templi pagani, come si può vedere nella basilica di Santa Sabina sul colle Aventino (422-432 d. C.).

Ulteriori notizie sulle principali costruzioni dell’epoca si possono vedere sul sito Basilica Paleocristiana. A Torino, testimone di questo periodo storico rimane la Porta Palatina (subito dopo il Duomo), opera che chiudeva la primitiva cinta muraria di Augusta Taurinorum (fondata nel I sec. d.C.).

Le città del nord Italia divennero importanti mano a mano che Roma, durante gli ultimi secoli dell’Impero romano d’oriente, perdeva il suo ruolo di guida dello stato a causa delle invasioni barbariche.

Dopo essere stata ospitata da Milano, l’imperatore Onorio trasferì a Ravenna la sede dell’Impero nel 409: in questa città venne eretto – dice la leggenda sinora non confermata – un mausoleo a perpetua memoria di Galla Placidia, sorella dell’imperatore Onorio, una piccola chiesa a croce latina (le chiese strutturate a croce latina sono quelle un pochino più allungate lungo l’asse verticale; quelle strutturate a croce greca, invece, sono quelle che troviamo disposte in maniera quasi perfettamente simmetrica. Questo tipo di struttura sarà praticato anche per diversi secoli successivi.

I longobardi, che si insediarono in Italia (soprattutto in pianura Padana) al posto dei Goti nel 568 d.C. e che ebbero a Pavia la capitale del loro regno, furono ottimi costruttori. Essi eressero (824-859 d.C.) la basilica di Sant’Ambrogio a Milano, ampliando quello che era un antico santuario. Essi allargarono l’abside (la parte retrostante all’altare del celebrante),  volendo simboleggiare con questo edificio una chiara volontà di potenza politica e religiosa.

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