Dopo aver letto la lettera di Varen’ka a Makar, nella prima parte del romanzo Povera gente di Dostoevskij, alcuni membri della II E hanno riflettuto su tre punti nodali della loro biografia: i ricordi d’infanzia, la presenza della malinconia nelle loro vite di adolescenti, i momenti di crisi personale. Ciò che segue, in ordine volutamente sparso, è quanto un autore così distante dalla nostra epoca ha saputo stimolare in loro.

 

 

La mia infanzia, dal punto di vista della mia famiglia, è stata più o meno tranquilla. Mia madre e mio padre sono stati meravigliosi, anche se adesso con loro non vado molto d’accordo. Con mio fratello non sono mai andata d’accordo, solo raramente ridiamo e scherziamo insieme. Invece, dal punto di vista relazionale, l’unica cosa negativa che c’è stata è il fatto che molte volte sono stata lasciata da parte dalle amiche perché ero alquanto magra e non ero bella quanto alcune di loro: mi prendevano in giro (certe volte anche pesantemente) e mi davano nomignoli fastidiosi, umilianti e inappropriati. Ora sono sempre magra, ma non quanto lo ero da bambina; ho molti amici e, dal profondo della mia modestia, sono anche diventata più carina.

Sembrerà una cosa banale, ma l’unica volta in cui ho provato una forte malinconia, è stata per un ragazzo. Si… ho solo 15 anni, ora penserete “ma alla sua età cosa ne capisce dell’amore?”; forse non ne capisco, e forse non ho la capacità di darne una definizione, ma l’ho provato anch’io. La giovane storia tra me e quel ragazzo non c’è bisogno di raccontarla, ma già si intuisce che è andata a finire male. A causa di questo, l’estate scorsa ho avuto una crisi personale, tant’è che non uscivo con nessuno, ero sempre chiusa in casa, dormivo molto ed ero perennemente stanca, rispondevo male ai miei genitori ed ai miei amici i quali erano preoccupati, non avevo proprio voglia di fare nfiente, e piangevo spesso, non per il ragazzo, ma perché mi ero chiusa in me stessa e non mi sopportavo più nemmeno io. Quando avevo rincominciato ad uscire, continuavo ad essere assente e non parlavo mai, poi dopo un po’ mi sono sbloccata e sono ritornata ad essere la ragazza serena di sempre. Gli amici sono la cosa che più amo e sono loro che mi hanno aiutato a superare tutti i miei momenti bui.

La mia infanzia è stata serena. Fino ai due anni, i miei genitori dicono che non dormivo mai, che avevo sempre le pile cariche. Quando ho iniziato la scuola materna, il primo mese non entravo molto volentieri perchè volevo stare con mia mamma, ma poi mi sono ambientato. Avevo il mio rituale da compiere tutte le mattine, cioè salutare mia mamma dalla finestra e poi avevo anche una maestra preferita, Marilena. Sono stati tre anni gioiosi e divertenti.

L’estate prima di cominciare la scuola elementare, mio papà è stato ricoverato in ospedale per parecchio tempo per un brutto male che poi fortunatamente si è risolto per il meglio. Io non ne ho risentito, perchè sia mia mamma che mia sorella, che ha undici anni più di me, mi sono state vicino e non mi hanno mai fatto sentire solo o impaurito. Mi ricordo bene quando mio papà ha perso i capelli ed io lo prendevo in giro. I cinque anni delle elementari sono stati bellissimi!

Mi piaceva andare a scuola, ero curioso e desideroso di imparare a leggere e scrivere.

Non so se è un bene o un male, ma non ho mai provato malinconia per niente.

Sono sempre stato un bambino sereno e solare, mi andava bene qualunque cosa e mi adattavo in qualunque situazione.

Non ero vivace, anzi un po’ timido, ma i miei compagni sono stati miei amici ed alcuni lo sono tutt’ora.

La mia infanzia è stata abbastanza serena, anche se i miei genitori si sono separati, non mi hanno mai fatto mancare niente. Ho sempre ricevuto affetto e amore da entrambe le parti, non e mai stato più di tanto un problema per me la loro separazione anche se a volte avrei voluto tanto che ci fossero entrambi nello stesso momento. La mia infanzia a parte questa cosa è sempre stata normale come quella degli altri bambini e non credo mi piacerebbe scambiarla con qualche altra infanzia se potessi. Non so se quello che ho provato a volte si possa chiamare malinconia, ma so che a volte sono stata male anche solo per il fatto che per le poche volte che vedovo mio papà stavamo poco insieme, perché lui arrivava tardi e questo  mi faceva stare davvero male. Mi ricordo che questa estate mentre ero in vacanza con mia mamma e sono stata via per tre settimane, una sera sono scoppiata a piangere dopo aver finito di parlare con lui al telefono perché in quel momento mi ero accorta quanto davvero mi mancasse, anche se a lui non lo mai detto di questa cosa, forse perché ho paura di dirglielo e non ho il coraggio. Questa è stata la volta in cui sono stata davvero male per una persona a me molto cara.

Onestamente, non posso dire che  mi sia stata “rubata” l’infanzia, perché la separazione dei miei genitori è coincisa con la fine della mia infanzia; per saperne di più dovrei fare alcune domande a mia sorella. Dopo i primi dieci anni, inizia la fase adolescenziale in cui si vivono delle emozioni sconosciute o mai interamente comprese, sia positive che negative. Una di queste è la malinconia, che possiamo definire come una sorta di disinteresse nei confronti della vita futura o come la mancanza di una una persona avuta in passato, che per qualche ragione non è più al tuo fianco. La malinconia è forse lo stato d’animo da cui è più difficile uscire; non comprendere perché il tuo amico/a, ha deciso di  non parlarti ed entrare in una specie di vortice, dove non si riesce a distinguere “il bianco dal nero”, è una senzazione talmente massacrante per il nostro cervello, che se provata per tempi prolungati, rischia di diventare depressione. Paralleli alla malinconia ci sono i momenti di crisi che si ripresentano ciclicamente nell’arco dei cent’anni di vita. Io i momenti peggiori li ho passati quando mio padre è andato via, devo ammettere però che mia madre ha avuto la fortuna di trovare un’altra persona, squisita, che mi ha cresciuto come un figlio.

Per malinconia si intende uno stato d’animo triste. Personalmente, mi ricordo che c’è stato solo un caso in cui possa essermi sentito malinconico: esattamente 6 mesi, fa quando mia madre è stata operata per dei problemi di salute. In quel momento mi sono sentito un po’ triste e quindi malinconico. Molte volte questo sentimento ci porta ad andare incontro a crisi personali rappresentate da veri e propri muri che sorgono nella testa di una persona, muri che la maggior parte delle volte non si riesce a superare da soli, magari occorre l’aiuto di qualcuno o qualcosa…proprio come è accaduto a una mia amica che oggi però è felice e sta bene.

In definitiva, mi ritengo una ragazza molto fortunata, in primo luogo per la mia famiglia che mi ha trasmesso valori importanti; la cosa bella è che siamo molto uniti con i cugini gli zii e la nonna. Ho anche delle amiche sincere e posso contare su di loro come fossero delle sorelle. Purtroppo la vita è fatta di momenti belli ma anche di momenti dolorosi. Quattro anni fa, quando mio nonno ci ha lasciati, è stato un momento di grande crisi per me, per la prima volta ho provato cosa significa quando qualcuno ti lascia per sempre. Io lo voglio ricordare con il suo sorriso e lo porto sempre nel mio cuore.

L’infanzia è il periodo più bello della vita.

Ovviamente non tutti hanno passato questo periodo al meglio, c’è chi ha sofferto e chi no ma comunque il dolore che si può provare a quell’età è inferiore rispetto a quando si cresce. La malinconia è sentire la mancanza di una persona o di un oggetto a cui si è molto legati. Molte volte mi è capitato di sentirla, ad esempio quando ad otto anni mio padre se n’è andato. In casa si sentiva il vuoto e la mancanza di qualcosa che c’è sempre stato. Magari a causa sua la mia infanzia non è stata una delle migliori ma riuscivo a percepire un senso di affetto nei suoi confronti.

Capivo poco a quell’età e molte cose mi erano sconosciute.

Per me l’infanzia è il primo periodo della vita in cui si inizia a sviluppare la propria personalità ed è sicuramente un periodo sereno se si ha accanto la propria famiglia, con dei genitori che ti aiutano e ti educano in modo autorevole, anche se molte volte, ovvero praticamente sempre, i genitori sono portati dalle proprie paure a proteggere eccessivamente i figli, con la conseguenza di limitarne lo sviluppo e di riuscire a renderli incapaci di affrontare la vita da soli. L’infanzia si collega molto al rapporto tra genitori e figli: in questo momento bisogna avere un rapporto basato sulla sincerità. Esso può aiutare il genitore ad essere partecipe nella vita del figlio ed evitargli molte paure o insicurezze; però il genitore deve anche permettere al figlio di imbattersi in situazioni non piacevoli, facendogli capire che se non si sbaglia, non s’impara. La mia infanzia è stata abbastanza serena, avendo avuto dei genitori molto presenti e disponibili con me e mio fratello, anche se erano e sono rimasti molto protettivi nei nostri confronti.

L’infanzia è stata un periodo molto felice e sereno per me, quelli sono stati anni bellissimi, tra i più belli della mia vita. Ho conosciuto persone fantastiche che mi hanno voluto bene, molte di loro purtroppo non le ho più viste, altre continuano ad essere persone speciali per me.Durante l’infanzia sono stata molto con i miei nonni materni, con loro ho dei ricordi bellissimi, abbiamo tutt’ora un rapporto speciale. anche dell’asilo ho bei ricordi, all’inizio è stata dura perché non ero abituata a stare con persone nuove, ma, dopo un po’ di tempo, capii che sarebbe stato divertente e così fu, non rimpiango nulla di quel periodo, anzi, potessi tonerei indietro molto volentieri. Nella mia vita, sebbene abbastanza breve, non ho mai provato un senso di malinconia per qualcosa o qualcuno, non ho mai “perso” nulla a cui tenessi particolarmente ho sempre lottato per tenerlo con me, anche se a volte non é stato facile; forse perché ho sempre cercato di evitare la malinconia, che può fare molto male e che mi avrebbe resa più fragile davanti agl’altri. Un periodo di crisi personale lo sto passando adesso, non so se sia realmente una crisi o un momento in cui ho perso la strada. Sono combattuta sul fatto di raccontare una verità che potrebbe rovinare tutto o continuare a mentire anche se io odio le bugie. Tutto, in questo momento, in me è in crisi, non capisco più niente ma spero che tutto si risolva in breve tempo perché non mi piace lo stato in cui mi trovo.

La mia infanzia è stato un periodo abbastanza sereno, pur avendo dovuto affrontare la separazione dei miei genitori molto piccola. A parte quell’episodio, ho avuto un’infanzia felice, con l’affetto della mia famiglia a fianco, superando passo dopo passo ogni piccola fase come la scuola materna, la scuola elementare ecc.. Il sentimento della malinconia l’ho provato in diverse situazioni, sia da piccola che adesso, durante la mia adolescenza. In questo periodo, come tutti gli adolescenti, sto provando malinconia per un ragazzo, per un “piccolo amore” finito non come pensavo. Nella mia vita ho attraversato un periodo di crisi personale durante la mia adolescenza per diversi motivi, alcuni normali nel periodo adolescenziale, altri dovuti ad avvenimenti passati, vissuti quand’ero troppo piccola per capirli e affrontarli. Tutto sommato sono contenta dell’infanzia che ho avuto e dell’adolescenza che sto vivendo, per tutto questo devo ringraziare la mia famiglia e soprattutto mia mamma.

L’infanzia, un periodo sereno……o no? L’infanzia… bella domanda… io, sinceramente, non mi ricordo niente della mia infanzia; non so neanche se l’ho passata. Ma supponiamo che l’abbia passata. La mia infanzia è stata devastante perché in quegli anni (dalla prima elementare alla terza elementare) nessuno mi voleva bene. I miei compagni di classe mi prendevano in giro, i miei genitori litigavano di continuo e poi, per di più, era entrato a far parte della nostra famiglia, se si può chiamare così, un patrigno che per fortuna non era sposato con mia mamma.

 

Pensieri autobiografici di Francesca, Alessia, Sara, Giulia, Elena, Sofia, Mario, Nicolò, Alice, Ilaria, Gabriele

Classe II E