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Uscito nello scorso inverno, l’ultimo libro scritto dallo scrittore americano Kent Haruf, Le nostre anime di notte, è un volume scorrevole, dal lessico semplice e dalla storia lineare. Una storia significativa e, perciò, molto contemporanea. Una storia che, per le sue caratteristiche, non ha tardato a coinvolgere alcuni allievi lettori della classe I D. Qui di seguito, con stili espositivi e punti di vista molto diversi, due pareri: uno di Rebecca Nicola e l’altro di Alessia Zucco (compilato come se stesse parlando uno dei personaggi del libro, Jamie).

Se vi incuriosissero, non avete che da procurarvi il volume di cui esse trattano.

Buone letture, allora!

 

Io penso che la relazione che c’è tra Addie e Louis possa essere definita un bel rapporto. Addie vuole bene a Louis e viceversa.

Da quando Addie e Louis dormono insieme e parlano, lei sta meglio. Addie si sentiva molto sola da quando il marito era morto e il fatto di stare insieme, parlare e dormire con Louis l’ha aiutata molto a superare questo senso di solitudine. Inizialmente, si trattava solamente di dormire nello stesso letto, ma poi i sentimenti sono cambiati, un sentore d’amore. I due anziani provarono anche a fare l’amore, ma a causa degli acciacchi, non ci riuscirono, ma ogni tanto si baciavano lo stesso.

Arrivò il giorno in cui Gene portò il figlio Jamie dalla nonna Addie. Entrò in casa dalla nonna e l’abbracciò forte. Addie fece vedere al nipotino la casa e la sua stanza. La sera arrivò a casa un uomo che Jamie non conosceva, così la nonna glielo presentò, dicendogli che lui era Louis e che ogni tanto sarebbe stato da lei a cena e a dormire. Dopo cena, Jamie andò in camera sua, prese il suo telefonino e giocò con quello. Prima di addormentarsi, vide entrare la nonna: lei gli diede un bacio e la buonanotte. Più tardi, anche Addie e Louis andarono a letto, si coricarono uno a fianco all’altra, si presero per mano e parlarono un po’. Di notte si svegliarono perché Jamie urlò a causa di un incubo. Addie lo portò allora nel letto tra lei e Louis. Dopo poco si addormentò. La sera seguente successe la stessa cosa e anche la sera dopo. Dopo qualche sera, mentre Jamie era in camera, la nonna andò da lui, gli fece posare il telefonino e gli lesse una favola. Fu la prima notte in cui Jamie non fece alcun incubo, da quando stava dalla nonna.

Alcuni giorni dopo, Louis portò Jamie a casa sua e gli fece vedere una scatola che conteneva dei topolini appena nati, i quali piacquero molto a Jamie; lui stava iniziando ad accettare Louis, anzi, gli si era pure affezionato.           Secondo me, per Jamie è stato molto positivo il fatto che la nonna avesse questo rapporto con Louis. Addie stessa aveva notato che al ragazzino faceva molto bene stare con l’anziano, al quale si era anche affezionato.

Un altro valore che, secondo me, la relazione tra i due anziani ha trasmesso ai lettori è che non è mai troppo tardi per ritrovare la felicità e l’amore.

A mio parere, ha anche trasmesso alle persone un messaggio importante, ovvero di  non permettere a nessuno di guidarci: se vuoi fare una cosa, falla e basta. Questi ultimi due sono messaggi molto importanti, che nessuno di noi dovrebbe mai dimenticare.

Rebecca Nicola, I D

 

Mi ricordo bene quella sera…mamma e papà urlavano come non avevano mai fatto prima. Io sono scappato in camera mia e, dopo un po’, ho sentito sbattere il portone di casa. Papà è venuto da me e mi ha detto di non preoccuparmi, che andava tutto bene. Ma io, in fondo, lo sapevo che non era affatto così. Non so bene cosa sia successo, ma erano entrambi molto arrabbiati. Papà era deluso, lo capivo dal suo sguardo pieno di tristezza.

Mi aiutò a preparare i bagagli con tutto il necessario per andare a trascorrere l’estate dalla nonna. Io ero contento perché non la vedevo spesso, visto che abita lontano da noi, ma ero anche preoccupato per mamma e papà e per cosa sarebbe successo tra di loro.

Il giorno dopo, arrivato a casa della nonna, mi resi conto che non avrei visto papà per parecchi giorni e questo mi rattristò molto.

La nonna era gentile con me e mi aiutò a sistemare i bagagli, in quella che sarebbe stata la mia camera.

La sera bussò alla porta un uomo anziano che, probabilmente, aveva la stessa età della nonna. Si presentò come Louis e all’inizio non mi colpì particolarmente.

La cosa che mi lasciò più perplesso fu che egli non solo era venuto a trovarci, ma avrebbe dormito nello stesso letto della nonna. Ci rimasi male perché in un certo senso, quell’uomo stava sostituendo mio nonno.

I primi giorni ero molto distaccato e triste (piangevo spesso quando dormivo da solo) ma, a poco a poco, mi ha davvero conquistato.

La loro relazione è amichevole e genuina, non maliziosa come molti concittadini pensano. Louis è gentile, simpatico e si prende cura di me e della nonna, dimostrando che ci vuole bene e non vuole farci del male: è una specie di medicina per la nonna. Quando arriva, le si illumina lo sguardo, è più contenta e non si preoccupa di niente e di nessuno. A entrambi, infatti, non interessa il parere degli altri e fanno tutto quello che si sentono di fare.

È stata un’estate magnifica ma, come tutte le cose belle, è passata troppo in fretta. Quando papà è venuto a prendermi, era molto seccato dal fatto che la nonna dormisse con Louis e non mi ha dato la possibilità di aspettare il suo ritorno per salutarlo.

La loro storia ci insegna tanto, ovvero che non si è mai troppo avanti con l’età per innamorarsi ancora, che il giudizio degli altri non ci deve condizionare nelle nostre scelte e farci pentire delle decisioni che prendiamo.

Alessia Zucco, I D

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