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Le luci.

Il pubblico.

Il palco.

Le grida e i fischi di approvazione.

Il rumore che senti nelle orecchie a causa del cuore, che batte troppo veloce e sembra voglia uscire dal petto.

Insegnante, amici, familiari e sconosciuti seduti davanti a me su quelle poltroncine rosse dall’aria consumata, scomoda.

Il fragore degli applausi che passa in secondo piano quando parte la musica.

Il leggero stordimento creato dall’emozione.

Mi sento leggero, libero.

Esprimo me stesso, le mie emozioni.

Il mio stato d’animo viene trasmesso al mio corpo che, muovendosi, comunica alle altre persone una storia: la mia.

Ci vuole coraggio ad esibirsi, nel senso che bisogna essere coraggiosi nel raccontare una storia, bisogna avere il coraggio di parlare senza parole, bisogna avere il coraggio di esprimersi senza paura di essere giudicati.

Non si può descrivere ciò che si prova quando si danza, sono sensazioni troppo personali da poter raccontare; se dovessi farlo mi sembrerebbe di leggere ad alta voce il mio diario segreto davanti alle persone.

Come disse una volta Maurice Bejart “La gente ha bisogno di immagini, ha bisogno di emozioni, di lirismo. La danza permette di mischiare un piacere estetico, un piacere dinamico e un piacere emozionale.

La danza è una delle rare attività umane in cui l’uomo si trova totalmente impegnato: corpo, cuore e spirito. Per il bambino danzare è importante quanto parlare, contare o imparare la geografia. É essenziale per il bambino, nato danzante, non dissipare questo linguaggio sotto l’influsso di un’educazione repressiva è frustrante.”

Per me la danza, oltre all’emozione e a uno sfogo personale,rappresenta il delicato equilibrio tra la perfezione e la bellezza.

Danzare significa alterare il vuoto, riempirlo.

“Il balletto è artificiale. Esso è una poesia, è inventato. Dove le parole finiscono, può subentrare la poesia e la stessa cosa vale per il balletto. Qualcosa che voi non potete spiegare può essere espresso sulle punte. Voi non potete raccontare una storia sulle punte, ma la danza sulle punte può, quando l’immaginazione viene usata, farvi sentire qualcosa simile alle modulazioni nella musica o i colori messi in evidenza dalla luce. In questo senso la danza sulle punte anche se non può raccontare una storia, comunica un dramma. Una ballerina sulle punte é il massimo della danza.”- George Balanchine.

-La danza è una poesia.

-Ballare, vincere l’aria sul suo terreno.

-Ballare è la poesia dei piedi.

E io, quando ballo, mi sento libero.

Libero di volare.

-Giuliana Zito,2c

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