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Riceviamo una bella libera interpretazione della famosissima poesia “L’infinito” di Giacomo Leopardi dalla IV F della prof.ssa De Stefani. Ora è qui, tutta da leggere!

 

Stare, le notti d’estate sul balcone, a guardare le stelle cadenti e la luna … perdendo il conto delle stelle cha hai visto fino a quel momento.

La scalinata dietro casa, dove vado quando sono triste o arrabbiata; il salice, nel parco del mio paese, sul quale amo salire per stare in tranquillità a pensare, a leggere o ascoltare musica, quando intorno non c’è quasi nessuno, è perfetto.

Definiamo infiniti dei luoghi pur sapendo che non lo sono, la parola infinito è indefinita, è un qualcosa che non ha limiti, va oltre il tempo e lo spazio, è ciò che non ha fine e forse nemmeno inizio.

Stare nel giardino di mia nonna su una sdraio, ascoltando musica, guardando il cielo e pensando a tutti i ricordi delle cose vissute in quella casa.

Nel giardino dietro casa c’è un’altura con una sedia, seduto su quella sedia il mio paesino diventa uno spazio indefinito … se si è fortunati, la sera tardi, il cielo ti permette di vedere le stelle.

L’infinito per me è la sensazione di vuoto quando si è soli, il buio, il cielo ed il silenzio; questi tre elementi combinati, per me rappresentano l’infinito.

Il buio. Nel buio si perde la concezione del tempo e dello spazio ed è lì che ti accorgi di quanto, una piccola stanza, nel buio  possa non finire mai.

Per terra, su un tappeto, davanti a un pezzo di legno con un uomo appeso, lì ho iniziato a pensare, nel silenzio più totale, non ho trovato delle risposte, ho trovato delle domande. Dio esiste? Un credente è un non credente che  ogni giorno si sforza di credere; io lì trovo il mio infinito.

L’infinito è come la mia vita che spero sarà molto lunga; l’infinito lo penso quando faccio sport, in quegli attimi si pensano tante cose.

E’ una sensazione di paura e di stanchezza.

Ogni volta che penso all’infinito, mi viene una sorta di angoscia e di paura. Mi fa sentire piccola e impotente, in un mondo che è un piccolo granello di sabbia in un mare infinitamente grande. Che cosa posso fare io per migliorare la terra se  sono così piccola rispetto a ciò che mi circonda?

Qualcosa che va oltre la propria immaginazione.

L’isola di Skiatos è il mio infinito, il posto dove potevi ascoltare il silenzio, dove potevi rispondere a qualsiasi domanda che nasceva in te, nessuno avrebbe potuto influenzare la tua risposta.

Considero infinito la musica perché ti porta ovunque e mi aiuta nei momenti più difficili.

Un rifugio dove i pensieri girano a ruota libera.

L’infinito può portare tante paure, come la morte, ma porta anche sogni che ti permettono di vivere la vita più dolcemente.

Nel mio luogo sono in piedi appoggiato ad un tavolo, abbastanza alto e vedo un grande condominio. Vorrei poter capire il senso della vita, ma mi basta l’incognita.

Ma l’infinito non è forse qualcosa di impensabile per noi semplici esseri umani? Ti fermi davanti all’immenso e, nonostante siamo un punto sul pianeta, riusciamo a viaggiare con la mente e a sentire dentro di noi, quella pace che sorpassa ogni pensiero e che porta alla felicità.

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Paolo CavalloBlog studentiLeopardiRiceviamo una bella libera interpretazione della famosissima poesia 'L'infinito' di Giacomo Leopardi dalla IV F della prof.ssa De Stefani. Ora è qui, tutta da leggere!   Stare, le notti d’estate sul balcone, a guardare le stelle cadenti e la luna … perdendo il conto delle stelle cha hai visto fino a...Una comunità scolastica attiva