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Da quasi un mese non scrivevo nulla, così ho deciso di tornare con un articolo che parla di un tema “spinoso”. In realtà il titolo anche se molto evocativo non ha nulla a che vedere con il tema in questione perché quella canzone dei R.E.M. non parla di religione, quindi, paradossalmente, tutti i titoli poco comprensibili che ho utilizzato nei miei precedenti articoli erano, in realtà, più attinenti.

Fatto questo piccolo preambolo, in realtà sento il bisogno di farne un altro: non sono credente. Perché faccio outing in questo modo sul blog? Come avrete capito le canzoni di cui pubblico link o titoli fanno parte del mio patrimonio musicale, sono quelle che ascoltavo, ascolto e forse ascolterò, inshallah! (Da buon ateo utilizzo espressioni religiose per confortare le persone che mi stanno accanto). Le canzoni che ascolto sono spesso critiche, non nei confronti dell’esistenza di un entità superiore quanto delle religioni. Per dirla con una frase di “Tu lo chiami Dio” dei 99 posse “non parlerò di Dio con chi sostiene una religione”

Come ormai consuetudine alcune canzoni avranno lo spazio del video mentre altre saranno solo citate e, se vi incuriosiscono vi invito a cercarle. La prima canzone che mi viene in mente parlando di fede, oltre a “Il vitello dai piedi di Balsa” che è la canzone che simboleggia la mia amicizia con Fede..rica, è sicuramente “Il testamento di Tito” di Fabrizio De André. Questa  può sembrare la canzone più “blasfema” ma….

Il testo si basa sui dieci comandamenti analizzati dal punto di vista di Tito. Potete trovare il testo qui. Come spesso capita con i grandi cantautori è, tra le canzoni che vi propongo, la più difficile da analizzare per cui vi invito a contribuire, nei commenti, con una vostra lettura.

Quando ancora non avevo iniziato le scuole medie i Pet Shop Boys pubblicarono “It’s a sin”, canzone che ha accompagnato la mia infanzia anche se per molti anni non ne capito il significato, ero un po’ capra in inglese. La canzone inizia con queste parole “Se guardo indietro la mia vita, è sempre con un senso di vergogna, sono stato sempre quello con la colpa” (tradotta con jepu tranlsator). Ritorna qui il senso di colpa dovuto al peccato (sin), quello che a Tito non aveva causato dolore.

Cambiando completamente genere e periodo storico, nel mio eterno peregrinare musicale mi sono imbattuto, anche grazie alla mia ex, in Emis Killa che nella sua “Lettera dall’inferno” si rivolge direttamente al suo “superiore” chiedendogli perché sembra non rispondere alle tante richieste di aiuto “qualche volta che io ti cerco, quando sono nei guai, scrivo una lettera dall’inferno, ma non la leggerai”. Anche qui non si tratta della critica di un non credente ma il senso della fede di Emiliano è ben presente anche se sembra negarlo creando una frase ossimorica “quando chiedi se credo in Dio, non rispondo di sì, forse è un limite mio, lui mi ha fatto così”. Frase che mi ricorda molto l’esclamazione “grazie a Dio sono ateo”

La religione non è solo quella dei luoghi di culto, della propria spiritualità, come dimenticare i “venditori” porta a porta di religione, a loro è dedicata la canzone di Max Gazzé “Sotto casa”. Prima dell’ultimo video volevo ancora citare “Un blasfemo” sempre di Faber e due artisti importanti che hanno dato il loro contributo musicale sul tema che sono Carmen Consoli con “Maria Catena” e Caparezza “il dito medio di Galileo”.

Last but non least… ho il piacere di condividere questa bellissima canzone di Mannarino, “Maddalena”

Una storia d’amore dimenticata.

Spero di aver scaldato un po’ gli animi e di ricevere fiumi di commenti

Parafrasando Truman se non dovessimo vederci, buona settimana, buon mese e buona estate!

GM

 

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Giuseppe MiglioreCommunityde andrè,emis killa,io,lettera dall'inferno,maddalena,mannarino,religion,religione,testamento di tito,un blasfemoDa quasi un mese non scrivevo nulla, così ho deciso di tornare con un articolo che parla di un tema 'spinoso'. In realtà il titolo anche se molto evocativo non ha nulla a che vedere con il tema in questione perché quella canzone dei R.E.M. non parla di religione,...Una comunità scolastica attiva